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Lo Psicologo in farmacia

L’iniziativa “Psicologo in farmacia” nella Provincia di Varese: dove trovare il servizio gratuito di consulenza psicologica?

Grazie alla collaborazione tra Federfarma Varese -l’associazione dei titolari di farmacia-, i Servizi Sociali della ASL e la Scuola Lombarda di Psicoterapia, l’iniziativa “Psicologo in farmacia”  è giunta al quarto anno di attività. Numerose farmacie della Provincia di Varese offrono ormai stabilmente una consulenza psicologica completamente gratuita. Chiunque, purchè maggiorenne, può richiedere al farmacista di fiducia di prenotare un colloquio con lo psicologo, che si svolgerà in uno spazio riservato all’interno della stessa farmacia. In questi anni di attività del servizio, le richieste di aiuto sono state motivate da una varietà di problematiche: disturbi d’ansia e stati depressivi, ma anche difficoltà familiari, lavorative ed economiche. E’ interessante segnalare che per oltre la metà delle persone, quello in farmacia ha rappresentato il primo contatto con uno specialista della salute mentale. La consulenza in farmacia è sostanzialmente uno spazio di ascolto, di orientamento e di prima valutazione aperto a qualunque tipo di problematica, che può esaurirsi nell’arco di uno o più colloqui, al termine dei quali, chi ne avesse bisogno, viene aiutato a individuare le azioni migliori per giungere alla presa in carico della sua sofferenza attraverso una puntuale informazione/orientamento circa i più idonei percorsi di supporto e di cura offerti dal territorio. In tutti  territori, è stata infatti attivata una proficua collaborazione con i Consultori familiari attraverso incontri e comunicazioni periodiche tra le professioniste che operano nelle farmacie e le referenti dei servizi. In molti casi però, il contatto con lo psicologo in farmacia si rivela sufficiente a soddisfare la richiesta di aiuto: molte persone sono giunte alla risoluzione del problema o hanno dimostrato un grado di soddisfazione per le informazioni e il supporto ricevuto per cui non hanno sentito il bisogno di cercare ulteriore aiuto per la difficoltà espressa durante la prima consultazione.

Farmacie aderenti al progetto:

-Farmacia Magnoni

Via Conconi 2, Malnate

-Farmacia Comunale 2

Via Valletta 2, Saronno

-Farmacia A.S.Far.M

Via Jamoretti 51, Induno Olona

-Farmacia Dr. Puricelli Fausto

Via Statale 16, Cugliate Fabiasco

-Farmacia Consolaro

Via Magenta 58, Busto Arsizio

-Farmacia Antoniotti

Via Luvini, 2, Cittiglio

-Farmacia Comunale

via Battisti 3, Castiglione Olona

-Farmacia Pomi

Via Saffi 162, Varese

-Farmacia Pomi

P.zza IV Novembre, 5 Albizzate

-Farmacia di Cimbro

via Stazione 25, Vergiate

-Farmacia Pianori

C.so Bernacchi 23, Tradate

-Farmacia Dr. Zocchi

via Malcotti  22, Lavena Ponte Tresa

-Farmacia Mosca,

Via Vittorio Veneto 35, Samarate

-Farmacia dott.Pallone

Via G. da Cardano, 16 Cardano al Campo

-Farmacia Binda di Brebbia

Via Cavour, 2, Brebbia

Farmacia Agesp n°3

Largo Giardino 7,Busto Arsizio

Farmacia Agesp n°4

Via Boccaccio 83,Busto Arsizio

Farmacia Agesp n°1

Via Rimembranze 27, Busto Arsizio

Farmacia S.S.APOSTOLI S.a.s. Dr.ssa  M. Ruffinelli

via Genova 18, Busto Arsizio

Farmacia Dr. Marco Carrari

C.so Matteotti.57, Tradate

Farmacia San Macario

Via Ferrini 42, San Macario di Samarate

Farmacia Comunale Verghera

Via Locarno 6, Verghera di Samarate

Farmacia Dott.Forni

Corso Italia 17, Saronno

Farmacia Dott. A. PASTORELLI

via Nizzolina 10 Castellanza

Farmacia Dott. DANIELA &FERNANDO LODOLETTI

via Cavour 29 Castronno

Farmacia Dott. M.P. CANTU’

via Vittorio Veneto 12a Cuvio

Adorabili Mani

Grazie alla collaborazione con un laboratorio chimico, abbiamo prodotto una crema mani che è un’esclusiva della nostra farmacia.

LA PRIMAVERA IN TAVOLA: come affrontare al meglio il cambio di stagione

La primavera fa capolino e, assieme alle giornate più lunghe e assolate, porta in tutti noi un ritrovato stato di benessere e il desiderio di uscire all’aria aperta, grazie all’aumentata liberazione di serotonina, melatonina e vitamina D.
Con il cambio di stagione, però, siamo anche esposti a un calo delle difese immunitarie, tipico di un organismo in fase di adattamento: ecco sopraggiungere stanchezza, debolezza muscolare e mentale, sonnolenza. Anche i pesanti maglioni di lana che ci coprivano interamente – non solo dal freddo- vengono accantonati, lasciando posto a vestiti che mettono in maggior risalto le nostre forme, spesso un po’ più appesantite rispetto alla stagione precedente.

No alle diete faidate
I sensi di colpa per qualche chilo in più incitano la corsa ai ripari, in cui ci si affida all’amica che seguendo la dieta iperproteica di turno ha perso 10 kg in 10 giorni. Ricordiamo sempre che non esistono diete miracolose che non creino disagi al nostro corpo e che non si riabitua il nostro metabolismo a bruciare stando a digiuno o eliminando pasta e pane, ma lo si fa nutrendoci correttamente per restare in salute. Quindi, se sommiamo al calo del sistema immunitario tipico della primavera, gli effetti collaterali delle diete assurde del periodo, ci ritroveremo ancora più stanchi, assonnati e, probabilmente, con qualche strascico di malanni invernali.

Dieta come stile di vita
Partiamo, dunque, dall’etimologia del termine dieta, che non significa regime alimentare drasticamente ipocalorico volto alla perdita di peso, come la moda ha inciso nelle nostre abituali concezioni, ma dieta significa stile di vita, modo di vivere al meglio, nutrendosi con ciò che la terra produce secondo le stagionalità, nel rispetto della produzione genuina. Riusciamo, davvero, a portare questo concetto sulle nostre tavole nel cambio di stagione?

Cosa non farci mancare in tavola
Per aiutare il nostro fisico nel cambio di stagione è fondamentale che l’alimentazione seguita sia sana, equilibrata e disintossicante affinché siano migliorate le funzioni di intestino, reni e tratto gastro-intestinale. Limitiamo, quindi, il consumo di carni rosse, formaggi stagionati, latte intero e derivati, zuccheri semplici (pasta e pane bianchi, prodotti dolciari, caramelle) e grassi animali. Meglio inserire nella dieta tutti gli alimenti che riducono al minimo l’infiammazione e stimolano il sistema immunitario a lavorare al meglio: cereali integrali, frutta e verdura di stagione preferibilmente crude, legumi, pesce al vapore. Ricordiamoci sempre di suddividere i pasti come facevano i nostri nonni ossia con una colazione da re, un pranzo da principe e una cena da povero: solo con questo ritmo il nostro metabolismo sarà in grado di utilizzare correttamente i nutrienti introdotti e bruciare il grasso accumulato durante il periodo invernale. Al mattino, dunque, non saltare mai la colazione, ma fare un pasto molto completo: frutta fresca per iniziare in modo da stimolare la secrezione gastrica, fiocchi di avena, fette biscottate integrali o pane di segale con marmellata senza zuccheri aggiunti, qualche cucchiaio di frutta secca mista (mandorle, noci, anacardi, nocciole), 1 cucchiaino di miele al posto dello zucchero. Cerchiamo di sostituire il tanto amato latte con altre bevande a base di cereali (latte di riso o di avena) oppure con yogurt al naturale: abbineremo così la varietà alla salute e al piacere di scoprire nuovi sapori.
Beviamo sempre molta acqua, almeno 1,5-2 litri al giorno, per purificarci, permettere al corpo di eliminare le tossine con più facilità e aumentare il senso della sazietà. Non dimentichiamo, infine, il nostro olio extravergine di oliva, da usare in circa 2 cucchiai al giorno a crudo: il suo contenuto di grassi buoni ci garantisce di poter eliminare i lipidi dannosi per il nostro corpo e ci aiuta a rendere il piatto più gustoso, il che non guasta.

Cammina e nutriti correttamente
Uscire all’aria aperta, muoversi con una camminata veloce per almeno 30-40 minuti al giorno, ci garantisce una riduzione molto veloce dello strato adiposo accumulato durante l’inverno, senza necessariamente ridurre drasticamente i nostri pasti.
Siamo ciò che mangiamo, ancora di più durante il cambio di stagione quando il nostro corpo ha bisogno di ricaricarsi e migliorare le proprie performance. Buona primavera in tavola!

Chi cerca non trova

Negli ultimi vent’anni si è affermato in Italia, come in moltissime altre nazioni purtroppo, un pensiero dominante che ritiene che la causa di tutti i mali siano la mancanza di concorrenza ed ogni regola di tutela delle professioni e dei mercati nazionali. Qualsiasi tipo di barriera venga messa in atto, economica (dazi all’ingresso di prodotti provenienti dall’estero) o normativa (limitazioni al numero dei soggetti che possono esercitare una determinata attività) viene contestata dai governi liberisti e presunti modernisti, con il risultato finale di vedere scomparire ogni regola e di veder ridotti  tutti i mercati a terreni di scontro puramente economico, in cui finiscono per prevalere sempre i soliti gruppi multinazionali. Questo avviene nell’alimentare, nell’industria manifatturiera, nel commercio della grande distribuzione e in moltissimi altri settori, compreso quello della produzione dei farmaci. In quest’ultimo settore si sta verificando il fenomeno, apparentemente inspiegabile, della scomparsa da alcuni mercati, tra i quali quelli italiano e francese, di farmaci importantissimi, indispensabili per la corretta terapia di gravi forme patologiche. In Italia si dà la colpa al prezzo ridottissimo dei farmaci rispetto al prezzo praticato in altre nazioni, soprattutto del nord Europa, che ha creato un flusso di farmaci esportati verso quelle nazioni con prezzi più cari, facendo incetta sul mercato italiano di tutte le quantità disponibili. In conseguenza di queste attività, i cittadini sono costretti a cercare in molte farmacie, prima di poter trovare il proprio farmaco e i farmacisti stessi sono stati costretti ad impiantare meccanismi di comunicazione interna alla categoria per poter trovare i farmaci mancanti presso colleghi di altre zone, per poter soddisfare almeno le richieste più impellenti. Tra i farmaci mancanti si trova un po’ di tutto: dalle eparine che si usano dopo gli interventi chirurgici a prodotti innovativi per il morbo di Parkinson, dagli antiasmatici agli antidiabetici, dagli immunosoppressori agli anti Alzheimer. A queste mancanze dovute a legittime ma sregolate attività commerciali, nate con una delle tante leggi fatte in modo superficiale ed approssimativo, si aggiungono problemi più gravi. Infatti, la “globalizzazione” che piace tanto ad alcuni politici, anche nostrani, ha portato alla delocalizzazione della produzione di alcuni dei principi attivi che vengono impiegati nella preparazione di farmaci, con la creazione di stabilimenti in India, Cina o altri paesi dove il costo della mano d’opera è molto basso. In alcuni casi si tratta ormai dell’unico sito di produzione di alcuni principi attivi, con il grave rischio, che puntualmente si è già verificato, di vedere sparire in modo assoluto certi farmaci da tutta Europa. E’ successo in Italia come in Francia. Alcuni casi sono stati facilmente aggirabili con la somministrazione di altri farmaci con pari attività farmacologica, in altri casi terapie importanti hanno dovuto essere sospese o continuate con dosaggi ridotti. Nei casi più gravi, in Francia soprattutto, la mancanza di un farmaco ha costretto i medici a limitare il numero dei soggetti da mantenere in terapia, somministrando agli altri malati terapie di livello inferiore in attesa del rientro sul mercato del farmaco più importante.Ancora oggi alcuni medicamenti si trovano in modo irregolare e non si prevedono schiarite a breve termine. Forse sarà il caso che i governi europei aprano gli occhi su questa situazione e rivedano i criteri generali della liberalizzazione totale, costringendo i più importanti produttori ad attrezzarsi per garantire la presenza sul mercato dei farmaci indispensabili, diversificando opportunamente i siti di produzione e limitando con adeguati strumenti normativi la circolazione dei farmaci al di fuori dei canali ufficiali. La costante disponibilità dei farmaci è davvero indispensabile per la corretta applicazione delle terapie e per la gestione delle patologie più gravi e chi ne è colpito deve essere giustamente assistito senza incontrare difficoltà causate da mere dinamiche economiche.

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